Cronaca di una giornata di primavera dal sapore invernale

Giovedì mattina. Fine aprile. Pioggia e 8°.

Il papà è a casa perché a metà mattina abbiamo appuntamento per fare l’ecografia alle anche del piccolo.

Sveglia, vestizione, colazione, e quando FINALMENTE siamo tutti pronti ( non si capisce perché se il papà é a casa i tempi si dilatano, quando invece avendo due mani in più si potrebbe velocizzare il tutto….) giù in garage. Sistemazione dei tre pargoli sui seggiolini e… ok, siamo pronti a iniziare questa giornata.

Ops,  no. Perché la macchina non parte? Batteria ko.  Oh, perfetto! Mancava solo questo. Mentre io scarico i bambini, papà sale a prendere le chiavi della macchina piccola e ricominciamo tutto, con l’aggiunta di un mini trasloco di seggiolini.

Ora siamo pronti. Portiamo Bea all’asilo e ci dirigiamo verso l’ospedale. Abbiamo un po di tempo e delle cose da fare in ASL. Prendiamo il numero e attendiamo.  Quando ci chiamano, sto ancora compilando dei moduli, va avanti papà con parte dei fogli già compilati e la risposta è: oggi i terminali non funzionano. Per questa pratica dovete tornare domani. 

Ottimo. Va beh, vediamo il lato positivo, abbiamo i moduli, la prossima settimana potrò andare da sola con i maschi e avrò solo da consegnare.

Andiamo nel blocco centrale dell’ospedale a fare un’altra pratica e… per il pagamento rivolgersi alle casse. Esattamente sa dove siamo appena arrivati, ma non importa, usciamo e rientriamo dall’altra parte.

Almeno non piove e per fortuna non sono sola, se no con Federico per mano e Lorenzo che non vuole più stare nel l’ovetto,  sarebbe stato molto più faticoso. Paghiamo e torniamo sui nostri passi per fare ecografia.

Attendiamo di essere chiamati. Passiamo con 20 Min di ritardo (Ci è ancora andata bene). La visita dura 4 minuti di orologio. L’infermiera ci consegna il referto e… per il pagamento rivolgersi alle casse.

Di nuovo?? Ma abbiamo esenzione. Boh,  forse ci rilasciano comunque qualcosa. Usciamo e rientriamo dall’altra parte. Di nuovo.

Prendo il numero. Davanti a me si lamentano. In realtà non c’è coda. Tocca a me e il cassiere gentilissimo mi dice perché vi hanno mandati qui? Avete esenzione. Lo so. Abbiamo fatto un giro così,  tanto per fare qualche passo in più.

Non ho più voglia di camminare! Lo so Fede, abbiamo finito.

Tornati a casa il papà cerca di capire come togliere la batteria della macchina per comprarne una nuova. Non si può. Bisogna smontare mezza macchina e i cavi non sono lunghi abbastanza.

Fede, mi dispiace, ma oggi dobbiamo andare a prendere Bea a piedi e poi dobbiamo andare in ufficio perché a mamma oggi deve lavorare. 

Diluvia. Io sto organizzando la merenda e pensando a come fare per non bagnarci troppo quando dovremo partire.

Federico indossa stivaletti e mantellina. Lorenzo é in fascia. Io ho il mio ombrello, quello di Bea, uno zainetto con la merenda e la borsa del cambio.

Partiamo. Mi sento una vagabonda. Proprio oggi che devo lavorare e che fa un tempo invernale dovevamo fare questa bella passeggiata??

Per lo meno non piove più.

In ogni pozzanghera che incontriamo bisogna fare un salto. (Grazie Peppa!)

Ripartiamo con Bea e tutti ci guardano. Qualcuno mi chiede se sono tutti miei.

Ora a saltare nelle pozzanghere sono in due. Lorenzo vuole mangiare e grazie alla fascia può farlo senza fatica. Siamo arrivati? voglio merenda. Basta camminare.  

Maledico il tempo, la macchina, le pozzanghere,  Peppa…. che stress.

Dopo il lavoro ripartiamo per casa. Sono stanca,  ma meno nervosa.

Ce l’abbiamo fatta. Anche questa volta sono riuscita a fare tutto. Non mi ferma niente e nessuno. I bimbi in fin dei conti si sono comportati bene, tutti e tre, io ho fatto tutto quello che avevo in programma per la giornata. Forse chi mi ha visto si sarà chiesto se la passeggiata non era forse meglio farla in un giorno di sole, ma non era pianificato. Avrei preferito anche io, ma alla fine, meglio così.  Avevamo tempi da rispettare e ce l’abbiamo fatta. Era da tanto che mi prefiggevo di andare a prendere Bea a piedi, anche con Federico. Se avessi avuto la macchina non l’avrei certo fatto con quel tempo e con il lavoro dopo, magari avrei rimandato anche in una giornata di sole per la pigrizia o per la mancanza di tempo, e invece così é stato perfetto nella sua imperfezione. Ho avuto la conferma che posso fare tutto.

Nonostante il tempo.

Nonostante tre bimbi…con tre bimbi!

In quei momenti mi sento una SUPERmamma!

 

2 thoughts on “Cronaca di una giornata di primavera dal sapore invernale

  1. gab il said:

    …solo TU e solo a te poteva capitare tutto così..e tutto insieme..ma si ..lo ammetto sei una SUPERMammaMM.

    TI VOGLIO BENE!!!

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